giovedì 7 maggio 2020

Julien Scarduelli, I nizzardi sono determinati e coraggiosi

Julien Scarduelli,
I veri nizzardi sono determinati e coraggiosi 
nel difendere la propria identità
intervista a cura di Carlo Silvano
(fondatore e presidente dell'Associazione culturale
"Nizza italiana")

Qui di seguito propongo una breve intervista al nizzardo Julien Scarduelli sulla città di Nizza oggi e sulla figura dell'eroina Catarina Segurana. Sotto la cenere c'è ancora un fuoco che brucia e che dobbiamo alimentare con pazienza e spirito di verità.
Julien Scarduelli, ha origini nizzarde?
Sì, da parte di mia madre: i suoi nonni arrivarono dalla Toscana nel 1898 e si stabilirono nel centro storico.
Mi può raccontare qualcosa della sua vita e del suo legame con la città di Nizza? 
Sono nato a Nizza il 2 luglio del 1986. Cresciuto nel centro storico e nella tradizione delle famiglie italo-nizzardi, ho imparato molto presto a distinguere le mie particolarità culturali in un ambiente in cui diverse comunità straniere vivevano fianco a fianco. Ho imparato a parlare Nizza attraverso il contatto con gli anziani prima di studiarla in modo più accademico. Ho preso coscienza della mia identità nizzarda verso la fine della mia adolescenza attraverso incontri e partecipazione ad attività politiche. Ho creato un'associazione informale con le giovani generazioni della città vecchia e per due anni ho organizzato vari eventi culturali e festivi con "Nissart per toujou", un'associazione culturale di Nizza. Con il mio migliore amico Marc Tanzi, ho fondato l'associazione culturale "Societas Scuti" per organizzare mostre o conferenze sulle specificità della nostra cultura. I miei interessi culturali si concentrano sulla linguistica e soprattutto sulle lingue occitane, la letteratura e l'arte. Presto particolare attenzione al simbolismo rappresentato nell'Arte Sacra. In generale, mi piace far scoprire le tradizioni dimenticate, la storia di Nizza prima dell'annessione del 1860 e le ricette di cucina familiare dei miei antenati.
(Julien Scarduelli)

Può descriverci la città di Nizza così come oggi la vede un nizzardo? 
Gli abitanti di Nizza di origine nizzarda o italo-nizzarda sono circa il 10% della popolazione. Nizza fu massicciamente popolata dai francesi dopo l'annessione del 1860. Tuttavia, la cultura di Nizza è stata mantenuta dall'immigrazione italiana dopo il 1860 e fino alla Prima guerra mondiale.  Numerose associazioni culturali mantengono vivo il patrimonio e le tradizioni. Sono più di 70 e sono raggruppati attraverso la Federazione delle Associazioni della Contea di Nizza.
Esiste anche l'Academia Nissarda…
Sì, e lavora per la trasmissione della storia e del patrimonio di Nizza e pubblica una rivista accademica, “Nice Historique”, e ci sono anche diverse case editrici dedicate alla diffusione del patrimonio nizzardo. 
Ad esempio?
La più recente, Entreprendre-éditions, ha appena pubblicato una notevole opera di Marc Tanzi su Giovanni Canavesio, pittore piemontese del XV secolo attivo a Nizza e in Liguria. Al suo attivo c'è anche la ristampa tascabile dell'opera di Christian Maria, che ha scritto una saga di polizieschi storici ambientata nella Contea di Nizza e oltre.
Signor Julien, torniamo indietro nel tempo e, precisamente, nel 1543, quando Nizza fu assediata dalle truppe franco-turche durante il mese di agosto: com'era la componente italiana in quel periodo storico? 
Nizza faceva parte degli Stati sabaudi fin dal 1388. Non c'era quindi un'Italia politica unificata e solo la nozione di una comune identità culturale italica può essere evidenziata. Nizza era quindi popolata da "Nizzardi" e da un'importante comunità piemontese.
A Nizza, nel 1543, c'era una comunità di francesi? 
No. Non c'era una comunità di francesi, ma molte persone “intriganti” che lavoravano nell'interesse del regno di Francia erano comunque presenti al momento dell'assedio di Nizza. 
Durante l'assedio dei franco-turchi, si è distinta una donna di nome Catarina Segurana… 
Non esiste una documentazione storica che confermi l'esistenza della Catarina Segurana. Jean Badat, fiduciario della città di Nizza e storico, presente all'assedio di Nizza, non l'ha menzionata nella sua “Chronique niçoise”. Pierre Lambert, presidente della Camera dei Conti dei duchi di Savoia e presente anche al momento dell'assedio, non menziona nemmeno Catarina Segurana nel suo “Diario”, che racconta gli eventi dell'agosto 1543 in città. Lo storico Pierre Gioffredo (1626-1692) parla di "donna Maufaccia" nella sua “Histoire des Alpes-Maritimes” quando parla della storia dell'assedio di Nizza del 1543. Egli cita come fonti Honoré Pastorelli e la tradizione. Catarina Ségurana si è insediata nella memoria collettiva di Nizza, si dice che fosse una lavandaia (bugadiera). 

Ci sono altri storici, ad esempio Achille Ragazzoni, che hanno documentato l’esistenza di donna Catarina Segurana e del suo coraggio nel difendere la città, ma al di là dell’esistenza o meno, qual è il suo approccio alla figura di questa donna?
Un approccio alla figura di Catarina Segurana è quello di interpretarla come simbolo dell'ideale femminile della guerra alla maniera di altri miti femminili. Si osserva anche che il giorno della sua presunta impresa è il 15 agosto, festa dell'Assunzione di Maria. Catarina Segurana appartiene al mito della vergine guerriera comune a quasi tutte le civiltà.  Nei decenni successivi, la Catarina Segurana incarnava, per gli oppositori della dominazione francese, il simbolo della fedeltà alla casa sabauda. 
Nella città di Nizza ci sono monumenti, strade o scuole dedicate alla Catarina? 
Sulla porta di Pairolière è stata collocata una statua in marmo che rappresenta Catarina Segurana e che dà accesso alla vecchia città fortificata con la seguente iscrizione in latino sulla base: 1543 Catarina Segurana "Dicta Donna Maufaccia"; e su un'altra targa: "Nicaena amazon irruentibus Turcis occurit Ereptoque vexillo Triumphum meruit 1543". La data di installazione di questo busto non è nota, ma la sua esistenza è registrata nel 1634. C'è un monumento situato sui resti delle mura medievali, in via Sincaïre, il presunto luogo della sua impresa, eretto per pubblica sottoscrizione nel 1923. Sotto questo monumento c'è il collegio "Segurane" dove sono andato a scuola. Da piazza Garibaldi inizia la via Segurane, che conduce ai piedi della collina del castello lungo il porto. Un passaggio perpendicolare si chiama Caterina Segurana. 
Tornando ad oggi, in che modo - secondo lei - è possibile valorizzare la figura di Catarina Segurana per riscoprire la vera anima della gente di Nizza?
La Catarina Segurana può essere usata come allegoria della determinazione e del coraggio di difendere la nostra identità, le nostre radici e la nostra cultura. È un simbolo popolare di resistenza. 
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Carlo Silvano è autore di numerosi volumi, come "Breve storia di Nizza e di altri territori italofoni", ed. Youcanprint 2019.

venerdì 17 luglio 2015

Breve storia di Nizza in formato digitale

Da qualche giorno è iniziata a tutti gli effetti la mia collaborazione con YouCanPrint: è disponibile, infatti, il formato digitale dell'edizione "Breve storia di Nizza e di altri territori italofoni" salutata, proprio oggi, con una recensione apparsa su "La Tribuna" di Treviso a firma di Lieta Zanatta. Ora ho ripreso in mano un altro libro, pubblicato già nel 2011, e giunto alla terza edizione cartacea. Si intitola "Liberi reclusi. Storie di minori detenuti" e riguarda la vita dei ragazzi che sono rinchiusi nel carcere minorile. Mi auguro di poter proporre - attraverso YouCanPrint - un'edizione in formato digitale, così da poter offrire uno strumento di riflessione e di formazione per quanti, a vario titolo, sono impegnati ad occuparsi dei giovani.

http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/didattica-e-formazione/breve-storia-di-nizza-ebook.html


giovedì 23 ottobre 2014

Enrico Sappia

Non credo privo di interesse dedicare un paio di righe al convegno su Enrico Sappia svoltosi a Bolzano, presso il Circolo Militare Unificato, lo scorso 11 ottobre. Annesso al convegno, cui ha partecipato una quarantina di persone, un ufficio postale distaccato dotato di annullo speciale figurato (a questo proposito devo lamentare che, della numerosa corrispondenza spedita, a tuttoggi non è stato recapitato ancora nulla...). 
Enrico Sappia (Toetto di Scarena 1838 - Nizza 1906) è un personaggio davvero affascinante su cui grava una sorta di leggenda nera, soprattutto a causa di un fortunato libro di Edmondo Cione "Il Paradiso dei Diavoli" (Longanesi 1947) che ha diffuso molte calunnie e notizie inventate di sana pianta su di lui. Vero è che fu la causa (involontaria) dell'arresto di Francesco De Sanctis
Sappia fu coinvolto in numerose cospirazioni risorgimentali e mazziniane, nel corso della sua intensa vita visse tra Nizza, Costantinopoli, Partigi, Londra e l'Italia meridionale. Gli ultimi anni di vita li trascorse a Nizza, dove fondò la rivista "Nice Historique", che esce tuttora. Il suo libro più famoso, "Nizza Contemporanea", l'unico firmato con nome e cognome e non con pseudonimo, è più raro della Bibbia del Gutenberg. Pubblicato a Londra nel 1871 narra le vicende che portarono NIzza a diventare francese e la jattura del malgoverno di Napoleone il piccolo riguardo a Nizza. Da Londra il pacco di libri inviato alla libreria Visconti di Nizza venne fatto sparire dai servizi segreti francesi. In Italia esiste in una sola biblioteca pubblica, a Bari (il Sappia visse lungamente in Puglia, probabilmente lo lasciò lui....) e in qualche biblioteca privata di famiglie di origine nizzarda (a Londra, dove pure è stato pubblicato, non si trova). Io ho contribuito a farlo tradurre in francese e ne ho deposto la prima copia sulla sua tomba nel cimiterino di Caucada il 29 settembre 2006, a cento anni esatti dalla morte. 
Al convegno era presente anche l'amico Andrea Jagher discendente per parte di madre dell'illustre storico nizzardo Eugenio Cais di Pierlas ed egli stesso studioso di cose nizzarde.
(Achille Ragazzoni)

venerdì 3 ottobre 2014

Bolzano ricorda il mazziniano Enrico Sappia

Bolzano - Sabato 11 ottobre 2014, alle ore 18.30, presso il Circolo Militare Unificato in viale Druso 20 a Bolzano, avrà luogo un evento culturale per ricordare la figura del patriota nizzardo ENRICO SAPPIA ((1833 - 1906).
Sappia fu un mazziniano e autore di vari libri, tra cui l'importante volume "Nizza contemporanea", pubblicato a Londra e divenuto rarissimo anche a causa dei servizi segreti francesi che riuscirono a eliminarne tante copie. Il volume è stato comunque ristampato a cura di Achille Ragazzoni.
Alla conferenza in programma sabato 11 ottobre parteciperà Andrea Jagher, studioso della storia e cultura della città di Nizza.
In occasione dell'evento sarà presente un presidio di Poste italiane dotato di annullo speciale figurato con cui verrà bollata la corrispondenza in partenza, oltre alle commissioni filateliche.
L'evento è stato promosso e organizzato dal dottor Achille Ragazzoni, rappresentante in Italia della "Lega per la Restaurazione delle Libertà Nizzarde" e iscritto al Circolo "Caterina Segurana".




lunedì 10 febbraio 2014

Il sistema scolastico in Alto Adige

Qui di seguito propongo alcuni appunti a firma di Cristina Rossi e relativi al sistema scolastico vigente in Alto Adige. Da questi appunti è possibile avviare una seria e costruttiva discussione sul tema dell'integrazione tra i vari gruppi etnici presenti in questa regione. Cristina Rossi è nata a Bolzano e vive a Villorba.

BOLZANO - Lo Statuto di Autonomia concede all’Alto Adige una certa libertà di strutturazione dell’insegnamento.
Il sistema scolastico è differenziato a seconda dei tre gruppi linguistici: tedesco (70% della popolazione), italiano (25%) e ladino (5%). Le scuole con presenza della lingua ladina sono diffuse solo nelle valli dove il ladino viene parlato.
In Alto Adige, la popolazione, circa mezzo milione di abitanti, gode di un’ampia autonomia che riconosce soprattutto l’esigenza di tutelare i diritti delle popolazioni che qui vi abitano ad iniziare dalla scuola. Il sistema scolastico quindi garantisce il diritto di formazione nella propria madrelingua per ciascun gruppo linguistico.
Lo Statuto del 1972 si basa sul principio che l’acquisizione e l’uso della lingua contribuiscono ad assolvere un compito di formazione dell’identità.
Il sistema è costituito da tre scuole distinte e separate a partire da quella materna fino alle superiori, ognuna facente capo ad una propria Intendenza Scolastica ed a un proprio Assessorato alla Scuola.
Nella scuola italiana e nella scuola tedesca tutte le discipline sono impartite nella madrelingua d’appartenenza tranne la seconda lingua e quella straniera.
Nella scuola ladina, presente solo in alcune valli, esiste un modello paritario dove l’insegnamento delle lingue viene impartito secondo lo stesso numero di ore.
Sia la scuola italiana che quella tedesca si basano, invece, sullo stesso modello monolingue con l’introduzione dell’insegnamento della seconda lingua iniziando dalla prima elementare.
A partire dalle scuole materne si sono introdotti modelli sperimentali, soprattutto per quelle di madrelingua italiana, che prevedono l’insegnamento della seconda lingua, in tal caso il tedesco, per alcune ore alla settimana sotto forma di gioco.
Soprattutto nelle scuole italiane si sono introdotte varie sperimentazioni per l’insegnamento della seconda lingua. Nella scuola tedesca contrariamente si tende a curare l’apprendimento della lingua tedesca (Hochdeutsch… “tedesco alto”) poiché la popolazione locale parla un tedesco dialettale con varie connotazioni e storpiature lontane dalla vera lingua tedesca.
La popolazione di lingua tedesca, inoltre, difende fortemente la scuola nella propria lingua per rafforzare le radici identitarie.

Il panorama del sistema scolastico altoatesino appare quindi piuttosto variegato, ed emerge che l’apprendimento della seconda lingua non è uguale per tutti: una vera integrazione tra i due gruppi linguistici principali, ottenibile con una sistema-scuola unica appare, così, utopica.

Cristina Rossi (Circolo di lettura "Matilde Serao" - Associazione "Nizza italiana")

giovedì 30 gennaio 2014

Nizza, un'immagine del centro storico (foto di Eric La Sorsa)...

venerdì 17 gennaio 2014

Nizza, tracce di italianità a cura di Eric La Sorsa

Da Eric La Sorsa, neo iscritto al Circolo di impegno politico "Caterina Segurana" e residente a Nizza, ho ricevuto alcune foto che mostrano delle tracce di italianità presenti nella città che ha dato i natali a Caterina Segurana e a Giuseppe Garibaldi.