giovedì 23 ottobre 2014

Enrico Sappia

Non credo privo di interesse dedicare un paio di righe al convegno su Enrico Sappia svoltosi a Bolzano, presso il Circolo Militare Unificato, lo scorso 11 ottobre. Annesso al convegno, cui ha partecipato una quarantina di persone, un ufficio postale distaccato dotato di annullo speciale figurato (a questo proposito devo lamentare che, della numerosa corrispondenza spedita, a tuttoggi non è stato recapitato ancora nulla...). 
Enrico Sappia (Toetto di Scarena 1838 - Nizza 1906) è un personaggio davvero affascinante su cui grava una sorta di leggenda nera, soprattutto a causa di un fortunato libro di Edmondo Cione "Il Paradiso dei Diavoli" (Longanesi 1947) che ha diffuso molte calunnie e notizie inventate di sana pianta su di lui. Vero è che fu la causa (involontaria) dell'arresto di Francesco De Sanctis
Sappia fu coinvolto in numerose cospirazioni risorgimentali e mazziniane, nel corso della sua intensa vita visse tra Nizza, Costantinopoli, Partigi, Londra e l'Italia meridionale. Gli ultimi anni di vita li trascorse a Nizza, dove fondò la rivista "Nice Historique", che esce tuttora. Il suo libro più famoso, "Nizza Contemporanea", l'unico firmato con nome e cognome e non con pseudonimo, è più raro della Bibbia del Gutenberg. Pubblicato a Londra nel 1871 narra le vicende che portarono NIzza a diventare francese e la jattura del malgoverno di Napoleone il piccolo riguardo a Nizza. Da Londra il pacco di libri inviato alla libreria Visconti di Nizza venne fatto sparire dai servizi segreti francesi. In Italia esiste in una sola biblioteca pubblica, a Bari (il Sappia visse lungamente in Puglia, probabilmente lo lasciò lui....) e in qualche biblioteca privata di famiglie di origine nizzarda (a Londra, dove pure è stato pubblicato, non si trova). Io ho contribuito a farlo tradurre in francese e ne ho deposto la prima copia sulla sua tomba nel cimiterino di Caucada il 29 settembre 2006, a cento anni esatti dalla morte. 
Al convegno era presente anche l'amico Andrea Jagher discendente per parte di madre dell'illustre storico nizzardo Eugenio Cais di Pierlas ed egli stesso studioso di cose nizzarde.
(Achille Ragazzoni)

venerdì 3 ottobre 2014

Bolzano ricorda il mazziniano Enrico Sappia

Bolzano - Sabato 11 ottobre 2014, alle ore 18.30, presso il Circolo Militare Unificato in viale Druso 20 a Bolzano, avrà luogo un evento culturale per ricordare la figura del patriota nizzardo ENRICO SAPPIA ((1833 - 1906).
Sappia fu un mazziniano e autore di vari libri, tra cui l'importante volume "Nizza contemporanea", pubblicato a Londra e divenuto rarissimo anche a causa dei servizi segreti francesi che riuscirono a eliminarne tante copie. Il volume è stato comunque ristampato a cura di Achille Ragazzoni.
Alla conferenza in programma sabato 11 ottobre parteciperà Andrea Jagher, studioso della storia e cultura della città di Nizza.
In occasione dell'evento sarà presente un presidio di Poste italiane dotato di annullo speciale figurato con cui verrà bollata la corrispondenza in partenza, oltre alle commissioni filateliche.
L'evento è stato promosso e organizzato dal dottor Achille Ragazzoni, rappresentante in Italia della "Lega per la Restaurazione delle Libertà Nizzarde" e iscritto al Circolo "Caterina Segurana".




lunedì 10 febbraio 2014

Il sistema scolastico in Alto Adige

Qui di seguito propongo alcuni appunti a firma di Cristina Rossi e relativi al sistema scolastico vigente in Alto Adige. Da questi appunti è possibile avviare una seria e costruttiva discussione sul tema dell'integrazione tra i vari gruppi etnici presenti in questa regione. Cristina Rossi è nata a Bolzano e vive a Villorba.

BOLZANO - Lo Statuto di Autonomia concede all’Alto Adige una certa libertà di strutturazione dell’insegnamento.
Il sistema scolastico è differenziato a seconda dei tre gruppi linguistici: tedesco (70% della popolazione), italiano (25%) e ladino (5%). Le scuole con presenza della lingua ladina sono diffuse solo nelle valli dove il ladino viene parlato.
In Alto Adige, la popolazione, circa mezzo milione di abitanti, gode di un’ampia autonomia che riconosce soprattutto l’esigenza di tutelare i diritti delle popolazioni che qui vi abitano ad iniziare dalla scuola. Il sistema scolastico quindi garantisce il diritto di formazione nella propria madrelingua per ciascun gruppo linguistico.
Lo Statuto del 1972 si basa sul principio che l’acquisizione e l’uso della lingua contribuiscono ad assolvere un compito di formazione dell’identità.
Il sistema è costituito da tre scuole distinte e separate a partire da quella materna fino alle superiori, ognuna facente capo ad una propria Intendenza Scolastica ed a un proprio Assessorato alla Scuola.
Nella scuola italiana e nella scuola tedesca tutte le discipline sono impartite nella madrelingua d’appartenenza tranne la seconda lingua e quella straniera.
Nella scuola ladina, presente solo in alcune valli, esiste un modello paritario dove l’insegnamento delle lingue viene impartito secondo lo stesso numero di ore.
Sia la scuola italiana che quella tedesca si basano, invece, sullo stesso modello monolingue con l’introduzione dell’insegnamento della seconda lingua iniziando dalla prima elementare.
A partire dalle scuole materne si sono introdotti modelli sperimentali, soprattutto per quelle di madrelingua italiana, che prevedono l’insegnamento della seconda lingua, in tal caso il tedesco, per alcune ore alla settimana sotto forma di gioco.
Soprattutto nelle scuole italiane si sono introdotte varie sperimentazioni per l’insegnamento della seconda lingua. Nella scuola tedesca contrariamente si tende a curare l’apprendimento della lingua tedesca (Hochdeutsch… “tedesco alto”) poiché la popolazione locale parla un tedesco dialettale con varie connotazioni e storpiature lontane dalla vera lingua tedesca.
La popolazione di lingua tedesca, inoltre, difende fortemente la scuola nella propria lingua per rafforzare le radici identitarie.

Il panorama del sistema scolastico altoatesino appare quindi piuttosto variegato, ed emerge che l’apprendimento della seconda lingua non è uguale per tutti: una vera integrazione tra i due gruppi linguistici principali, ottenibile con una sistema-scuola unica appare, così, utopica.

Cristina Rossi (Circolo di lettura "Matilde Serao" - Associazione "Nizza italiana")

giovedì 30 gennaio 2014

Nizza, un'immagine del centro storico (foto di Eric La Sorsa)...

venerdì 17 gennaio 2014

Nizza, tracce di italianità a cura di Eric La Sorsa

Da Eric La Sorsa, neo iscritto al Circolo di impegno politico "Caterina Segurana" e residente a Nizza, ho ricevuto alcune foto che mostrano delle tracce di italianità presenti nella città che ha dato i natali a Caterina Segurana e a Giuseppe Garibaldi.







domenica 12 gennaio 2014

Caterina Segurana in un'immagine di Toselli (1860)


Caterina Segurana strappa lo stendardo turco durante l'assedio di Nizza nell'anno 1543 (tratto da "Biographie Niçoise Ancienne et Moderne..." di G. B. Toselli - 1860)