Sabato 28 settembre una delegazione del Circolo "Matilde
Serao" di Villorba (Treviso), ha partecipato ad un incontro svoltosi a Bolzano,
presso il Circolo Unificato Ufficiali di via Druso,
per ricordare Caterina Segurana, anima della resistenza della città di Nizza assediata da turchi e
francesi.
L'incontro
si è aperto con una relazione del dottor Achille
Ragazzoni che ha descritto la figura di Caterina Segurana e
si è soffermato sull'assedio della città. Molte notizie che
Ragazzoni ha offerto al pubblico presente in sala sono tratte da un
suo saggio inserito nel libretto "Breve storia di Nizza e di
altri territori italofoni".
Dopo
l'intervento di Ragazzoni ho avuto modo di intervenire e di
attualizzare la figura di Caterina Segurana. E' seguito un dibattito
col pubblico presente in sala e la serata si è conclusa con una
poesia dedicata a Caterina scritta e letta da Adriana
Michielin, presidente del Circolo "Serao".
Qui
di seguito "incollo" il mio intervento.
Ringrazio
il dott. Achille Ragazzoni per avermi invitato a questo incontro
dedicato a Caterina Segurana: appuntamento, questo, a cui non potevo
rinunciare perché l'eroina nizzarda è un pilastro dell'Associazione
culturale “Nizza italiana”, un sodalizio che ho
ufficialmente fondato nel 2011 insieme ad alcuni amici.
Due
anni fa, ad istituire l'Associazione culturale “Nizza italiana”,
eravamo in sei. Oggi siamo ventitré iscritti divisi in due circoli:
il primo - intitolato alla scrittrice ed insegnante Anna Gnesa
(1904-1986), svizzera di lingua italiana -, ha sede nel comune di
Pollena Trocchia in provincia di Napoli; il secondo circolo -
intitolato alla scrittrice e giornalista Matilde Serao - opera a
Villorba, in provincia di Treviso.
Achille Ragazzoni (a sx), Carlo Silvano (centro) e Adriana Michielin
La
nostra Associazione - ricordando l'italianità della città di Nizza
- vuole contribuire a valorizzare nei nostri quartieri e nei nostri
luoghi di lavoro, il patrimonio culturale e linguistico della nostra
nazione.
In
sintesi, e qui cito lo Statuto, l'Associazione, nel pieno rispetto
del Trattato istitutivo dell'Unione europea e della Costituzione
della Repubblica italiana, persegue fondamentalmente lo scopo di
salvaguardare e promuovere l'identità storico-culturale e
linguistica italiana, sviluppando nei confini geografici italiani il
sentimento d'italianità. A tale scopo, le attività
dell'associazione sono finalizzate all'educazione permanente, alla
promozione della cultura, alla partecipazione civile e alla tutela
dei diritti civili.
Come
iscritti all'Associazione “Nizza italiana” e come semplici
cittadini, ci sforziamo, nella nostra quotidianità, di migliorare
l'ambiente sociale che ci circonda. Nel corso di questi ultimi due
anni abbiamo, allora, promosso e organizzato incontri pubblici
dedicati alla presentazione di libri, affrontando problematiche
riguardanti la realtà della detenzione e del lavoro, e incoraggiando
la pubblicazione di vari volumi.
Stiamo
prestando attenzione anche al mondo adolescenziale e con
alcuni
esperti abbiamo organizzato incontri rivolti ai genitori con figli
che frequentano le scuole medie inferiori, su temi come il bullismo e
il valore dell'amicizia.
L'Associazione
“Nizza italiana” è apartitica, aconfessionale e non ha
fini di lucro. Riguardo a quest'ultimo punto il nostro Statuto -
depositato presso l'Agenzia delle Entrate il 18 luglio 2011 - non
prevede la figura del tesoriere, e non sono previste quote per
l'iscrizione e la frequenza.
Le
nostre iniziative si svolgono soprattutto presso librerie,
biblioteche comunali e parrocchie: sono aperte a tutti e sono
gratuite. Capita anche di organizzare incontri pubblici presso
qualche “caffè” all'aperto oppure presso una casa
colonica.
L'assenza
di denaro non inficia la nostra azione. Quest'anno, ad esempio, e
precisamente nel mese di settembre, un nostro iscritto, il prof.
Michele Debertolis, ha presentato “Il deserto dei Tartari”
di Dino Buzzati; lo scorso mese di luglio un altro iscritto
all'Associazione, il dott. Massimo Valli, laureato in lingua e
letteratura russa a Venezia, ha presentato “Il cappotto”
di Gogol; mentre ad aprile è stato presentato un libro sulla Prima
guerra mondiale intitolato “La guerra del capitano. La trincea
del soldato”, con la partecipazione, in qualità di relatore,
di Amerigo Manesso, direttore dell'Istresco (Istituto per la
Storia della Resistenza e della Società Contemporanea della Marca
Trevigiana).
cartolina commemorativa
A marzo 2013, nel corso di una serata letteraria dedicata alla scrittrice Matilde Serao, sono stati letti numerosi brani tratti dai suoi libri. In particolare, sono stati evidenziati alcuni brani che la scrittrice ha dedicato ai cronici mali della società del suo tempo, e alla necessità di avere una classe politica che sappia sia promuovere il bene comune che eliminare ogni privilegio della propria casta.
è
parlato della presenza delle donne al Concilio Vaticano II; a
febbraio un egiziano copto, iscritto alla nostra Associazione, ha
descritto la realtà del suo Paese natio che, come sapete, è al
centro di sanguinosi scontri tra fazioni rivali.
Per
il futuro del nostro Paese e per migliorare la qualità della vita
dei nostri comuni di residenza, occorre formare cittadini leali e
responsabili. Il valore dell'amicizia - fondamentale per arginare e
debellare l'odioso fenomeno del bullismo tra gli adolescenti - è
importante anche per rafforzare la coesione sociale e per infondere
speranza nelle future generazioni. Per questo motivo, lo scorso mese
di maggio, durante un incontro rivolto soprattutto a genitori e
insegnanti, sono stati presentati e commentati i dati di una ricerca
sociologica che, come Associazione, abbiamo fatto coinvolgendo 225
adolescenti su 250 che frequentano le classi terze delle scuole medie
dei comuni di Villorba e Povegliano, con un questionario sul tema
dell'amicizia. Tra i relatori che hanno commentato i dati ottenuti
c'era anche la psicologa Rita Giannetti, coordinatrice del Centro
di orientamento scolastico di Pordenone e iscritta alla nostra
Associazione.
Tra
i dieci volumetti pubblicati col patrocinio morale dell'Associazione
“Nizza italiana”, segnalo un diario scritto da un prete
trevigiano che nel 1964, durante il suo ministero sacerdotale, fece
una singolare esperienza lavorativa come spazzino nella città di
Colonia insieme a circa 140 nostri connazionali.
Segnalo
anche un altro libretto - giunto alla terza edizione - sempre
pubblicato col patrocinio morale dell'Associazione “Nizza
italiana”, riguardante i ragazzi reclusi nell'Istituto penale
dei minorenni del Triveneto con sede a Treviso.
C'è
poi il libretto intitolato “Breve storia di Nizza e di altri
territori italofoni” che è stato scritto e pubblicato
soprattutto per quanti sono interessati alle attività della nostra
Associazione. In questo libretto è stato inserito anche un saggio a
firma di Achille Ragazzoni dedicato a Caterina Segurana. Sempre in
questo libretto c'è una poesia che la signora Adriana Michielin,
presidente del Circolo “Matilde Serao”, ha
scritto
in onore di Caterina Segurana.
Dicevo,
all'inizio di questo mio intervento, che Caterina Segurana è un
pilastro della nostra Associazione: è una figura che vogliamo
valorizzare e che vogliamo tener presente nel nostro impegno
culturale.
Se
nel 1543 Caterina salì sulle macerie della mura che circondavano la
città di Nizza per difenderla da turchi e francesi, noi oggi, nella
nostra quotidianità, ci ritroviamo spesso in situazioni che
richiedono la nostra partecipazione per difendere la città dei
nostri valori, come quelli legati alla famiglia e allo studio, che
non pochi esponenti politici cercano di mettere in discussione e che,
per certi versi, ci ricordano il turco che Caterina affrontò sulle
mura di Nizza.
Lo
Statuto dell'associazione “Nizza italiana” è stato
redatto nel pieno rispetto dei principi e dei valori contenuti nella
Costituzione italiana: personalmente, in questo mese di settembre,
sono impegnato a tenere - in una struttura protetta che accoglie
italiani e stranieri - delle lezioni di educazione civica, e al
centro delle mie lezioni c'è sempre la Carta costituzionale; ebbene
confrontandomi con i miei studenti tante volte mi chiedo cosa sanno
della Carta costituzionale quei politici che in questo momento così
delicato per l'Italia sotto il profilo economico e sociale, collocano
al centro della propria agenda la volontà di istituire lo Ius
soli, e quali problemi pensano di risolvere estendendo
semplicisticamente la cittadinanza italiana a persone che provengono
da contesti sociali, giuridici, culturali e politici profondamente
diversi dal nostro.
Ho
fatto un accenno al valore della famiglia che, nella nostra Carta
costituzionale, viene riconosciuta come società naturale fondata sul
matrimonio. Personalmente sono convinto che ogni bambino abbia il
diritto - per una crescita equilibrata - ad avere come riferimento
una figura adulta maschile e una figura adulta femminile, e che i
presunti diritti degli adulti debbano sempre cedere il passo agli
autentici diritti dei bambini.
La
bandiera che Caterina strappò dalle mani del suo nemico
rappresentava
- allora come oggi - una religione che tende a porre la dignità
della donna su un piano diverso rispetto a quello dell'uomo. E qui,
con orgoglio, colgo l'occasione per farvi notare che se è vero che
l'Associazione “Nizza italiana” è di dimensioni piuttosto
ridotte, abbiamo appena 23 iscritti, è anche vero, però, che i
primi due circoli associativi sono stati intitolati a due donne -
Anna Gnesa e Matilde Serao - proprio per valorizzare la donna che
ieri, come oggi, ha un ruolo fondamentale nella nostra società.
Caterina
Segurana affrontò il suo nemico impugnando il tipico bastone che le
lavandaie usavano per il proprio lavoro. Noi non abbiamo quest'arma,
ma come “arma” tendiamo ad impugnare i libri per sconfiggere la
noia, l'ignoranza, per diffondere cultura, per sensibilizzare le
persone e per dare un sapore nuovo alla nostra esistenza.
dott. Carlo Silvano
(presidente
Associazione culturale “Nizza italiana”)
Bolzano,
lì 28 settembre 2013

